Francesca

30 anni, insegnante.

E' una ragazza di 33 anni. Lamenta spesso insistenti dolori allo stomaco, anche senza mangiare cibi particolari, e talvolta gastriti. Ha effettuato un consistente numero di controlli medici che sembrano non trovare una causa al suo problema. Ha provato anche con l’omeopatia senza nessun risultato oltre che ad un effetto di rilassamento temporaneo. Viene in terapia per l’accentuarsi di sudorazioni improvvise e della paura di prendere l’aereo. Riporta che la sua ansia non la abbandona mai e le preclude di vivere serenamente la relazione col suo fidanzato. Sembra quasi che quando tutto va bene si senta in dovere di aspettarsi che accada qualcosa di brutto. Durante la terapia trova una ragione alla sua ansia continua, collegata al confronto doloroso con sua cugina piccola e che ripropone ogni qualvolta conosca una persona che ha modalità di relazione simili alle sue. Al termine della terapia ha compreso l’origine e imparato a gestire la causa della sua ansia. Non soffre delle somatizzazioni che riportava ad inizio terapia e vive il dover prendere l’aereo come uno stress sopportabile. Riesce a ritrovare l’intimità con il suo fidanzato.


Chiara

20 anni, studentessa.

Ha 20 anni ed ha una fobia specifica per api ed insetti, viene in terapia per capire e abbandonare questo problema che le provoca pianto e reazioni esagerate, raccontando anche di aver rischiato un pericoloso incidente stradale causato da una mosca entrata dal finestrino mentre lei era alla guida. Durante la terapia di accorgere di avere diversi comportamenti causati da una forte ansia come controllare più volte la chiusura del gas prima di uscire di casa ed alcune volte anche 3 volte la chiusura della portiera della macchina subito dopo aver parcheggiato. Scopre che l'aggravarsi di questi comportamenti sono coincisi con il trasferimento della madre all'estero per questioni lavorative e la conseguente presa in carico della sorella più piccola e in parte del padre. Al termine della terapia basata su un percorso di deconfusione e rigenitorializzazione C. riesce a comprendere a fondo la causa delle sue ansie e ad eliminare i comportamenti meno funzionali portati in atto fino a quel momento.

Alessio

30 anni, dipendente statale.

Ha 30 anni, conclusa l'università con ottimi voti e superato l'esame di stato per l'abilitazione alla professione arriva in terapia per 2 episodi di panico, uno in casa e uno sui mezzi pubblici. Da quel momento sviluppa una fobia verso il treno è più in generale una fobia (agorafobia e claustrofobia) per situazione in cui si trova a contatto con le persone. Va in crisi con la sua ragazza e la situazione sentimentale si complica. Ha un primo approccio ad una "psicoterapia breve" di 6 sedute in cui oltre a non sentirsi capito non trova nessun beneficio se non momentaneo. Di rivolge quindi ad uno psichiatra che gli consiglia dei medicinali regolatori dell'umore ma decide comunque di iniziare un percorso di psicoterapia Analitico Transazionale. Durante la terapia scopre le motivazioni dei suoi attacchi di panico e dell'ansia profonda che lo accompagna dai suoi primi ricordi. Scopre anche, ripercorrendo la storia delle sue relazioni affettive che ha sempre vissuto l'altro come fonte di preoccupazione e aggressività. I legami di attaccamento genitoriali, in particolare, sembrano essere una causa predominante delle sue difficoltà nelle relazioni nonché generatori di agitazione e paure. Conclude la terapia con la scomparsa della fobia e con la decisione di provare una relazione autentica e sana.


 

Alice

19 anni, studentessa.

Ha 19 anni ed è inscritta da un anno all'università con ottimi voti. È di base una ragazza piuttosto agitata e nervosa. Improvvisamente sviluppa una fobia dei mezzi pubblici dovuta ad un episodio di panico successo al termine di una giornata universitaria, una volta salita sui mezzi per tornare a casa. In poco tempo si ritrova bloccata in casa ed è convinta di avere una malattia cerebrale. Si rivolge a medici specialisti che la indirizzano di volta in volta verso controlli medici specifici e piuttosto costosi. Le analisi effettuate risultano negative ad ogni malattia quindi decide di rivolgersi a me. Durante la terapia si rende conto di quanto sia stata per lei invasiva e debilitante questa attenzione per l'anticipazione di ogni possibile rischio, il timore di perdita di controllo di ogni situazione, e l' ansia anticipatoria che la accompagnava in ogni situazione sociale. Al termine della terapia riprende gradualmente a utilizzare mezzi pubblici con tratte sempre più lunghe, frequentando anche locali e concerti.